venerdì 17 ottobre 2014

AL RISTORANTE (CARO ! ) DI ROBERTO

Colloquio con una signora albanese che mi ha preso per un agente 007 !!!


E allora di questa foto cosa dovrei pensare se devo pensare come te? Devo pensare che sei una piccola delinquente ? Integrata in un piccolo contesto delinquente della zona?? Perche' il cellulare che vedo la dice lunga sai .. E potrei mandare anche un controllo di routine per convincermi del contrario .. Ma questo se fossi presuntuosa e stupida come te Tu sei napoletana  quanto io sono serba  .. Se potessimo parlare di persona ti prenderei a schiaffi talmente offendi l'intelligenza umana.. ma siccome non sono serba capisco che con l'ignoranza non puoi dibattere altrimenti scendi allo stesso livello prima o poi .. Pero' mi faccio un sacco di risate nel leggerti in compenso mentre controllo che ci fate con i cellulari come il tuo da 29 euro nel 2014 su di un tavolo dove si mangia e si consuma una cena da 90 euro minimo

ah! ah! ma sei una veggente ! pensa che quel piatto l'ha fatto il mio amico ed è stata una collaborazione.. uno ha portato il pesce.. uno la pasta e uno il vino



lunedì 31 marzo 2014

IL SOLDATO E LA PRINCIPESSA



 Ecco qui un grande insegnamento tratto da "Nuovo cinema paradiso"

Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta! Ma, finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!”
Ma, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli gli cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire… mentre la principessa sempre lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via.

Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un’altra notte e la principessa sarebbe stata sua. Ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa. Sarebbe stato terribile. Sarebbe morto. Così invece, almeno per novantanove notti, era vissuto nell’illusione che lei fosse lì ad aspettarlo.

Forse lui, in quei 99 giorni che non poterono essere altro che di meditazione, realizzò che l’amore non è quello, non è una che comanda e l’altro che ubbidisce, una che concede dall’alto la possibilità di genuflettersi, e l’altro che si mortifica, una che pretende e l’altro che sopporta l’insopportabile per esaudire.L’amore è paritetico, l’amore è reciprocità: che se ne faceva di una principessa che dall’alto assisteva tronfia ai suoi sacrifici, al suo sopportare tutto come tributo sull’altare del suo ego? E che rapporto sarebbe mai stato, che vita avrebbe ai condotto con lei? Ammesso che non l’avesse umiliato ancora, disattendendo la sua promessa, cosa gli si presentava, una vita da cavalier servente?

Il mondo di Ifigenia





domenica 29 luglio 2012

Caro dolce Panzerotto Ciccio

La frase storica del Panzerotto è piaciuta talmente tanto che ne hanno fatto una pagina face book !!!!


  • Bisogna sempre cogliere i momenti belli … senza pensare troppo al futuro e senza aver timore che forse questi non si protrarranno o ripeteranno … bisogna viverli ed assaporarli nell’attimo stesso in cui essi si manifestano … credo sia saggio considerare i momenti belli come fossero perle preziose ed usarle nell’immediato … quindi ti dico: … con 1 perla ti puoi fare un anello … con 2 un paio di orecchini … con 3 entrambi … ma non aspettare mai di avere tutte le perle per farti una collana, potresti non indossarla mai !!! (by Pino)

mercoledì 25 aprile 2012

La piccola anima

C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: “Io so chi sono!” “Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore. “Sono la Luce!” Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso. “E’ proprio vero! Tu sei la Luce.” La Piccola Anima si sentì tanto felice, perchè aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare. “Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!” Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sè una certa agitazione, perchè voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri essere Chi è in realtà) e, dopo aver esordito con un: “Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?” E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?” “Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!” “Ma tu sei la Luce”, ripetè Dio, sorridendo di nuovo. “Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima. “Eh, già” ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina, “avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura.” Poi cambiò espressione. “Però, però… C’è un problemino..” “Di che si tratta?” “Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perchè non c’è niente che tu non sia.” “Ehh?” balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo. “Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il Sole senza di te. Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella… perche’ non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati ?” “Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione !” Lui sorrise di nuovo. “L’ho già trovata”, affermo’. “Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre.” “E che cosa sarebbero queste tenebre” “Sono ciò che tu non sei” fu la Sua risposta. “Mi faranno paura?” “Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio. “In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.” “Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima. Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto. “E questa è una vera benedizione”, affermò, “perchè, se così non fosse, tu non riusciresti a distinguerle. Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, ne’ che cos’è Su se non ci fosse Giù, ne’ Veloce senza Lento. Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero La’ e Poi. Perciò – concluse - quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle. Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!” “Intendi dire che non é sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima. “Ma naturalmente!” ridacchiò Dio. “E’ sicuramente un bene! Rammenta, però, che non significa . Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.” “Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia. “Posso essere speciale quanto voglio?” “Oh, si, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta. “In che modo ti va di esserlo?” “In che modo? Non capisco.” “Beh”, suggerì Dio, “essere la Luce non ha altri significati, ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi. Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?” La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. “Ne ho trovati un sacco!” esclamo’ infine. “Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!”. “Si!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco che cosa significa essere la Luce.” “So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori. E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata . Non è forse speciale essere indulgenti? “Oh, certo”, assicurò Dio. “E’ molto speciale.” “Va bene, è proprio quello che voglio essere. Voglio saper perdonare. Voglio Fare Esperienza in questo modo.” “C’è una cosa però che dovresti sapere.” La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione. “Che c’è ancora?” ribattè con un sospiro. “Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio. “Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito. “Nessuno”, ripetè il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.” Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perchè si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare. Osservando le innumerevoli altre anime radunate li’ intorno, non potè fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine. “Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio. “Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso.” La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa di prova a essere tristi. Ma un’Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse: “Non te la prendere, io ti aiuterò.” “Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?” “Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!” “Tu puoi…” “Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza.” “Ma perchè? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima. “Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te -che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero- a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto malvagio?” “E’ semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perchè ti voglio bene.” Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima. “Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima. Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi? Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io. Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne rammenti. “Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu’, la Sinistra e la Destra, il Qui e il La’, l’Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male: siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore. Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato; e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.” “E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica, “io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il . Commenterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di Colui Che Perdona”. “Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?” “Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio, “ci faremo venire qualche bella idea”. Poi soggiunse a voce bassa: “Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa”. “E quale sarebbe?” “Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono. E quindi, ti chiedo in cambio un favore.” “Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava. “Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!” Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese: “Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!” “E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio. “Ognuno di voi lo e’! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli.” A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: “Che cosa posso fare per te?” “Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante …” “Si? Si…” “Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica gravemente. “Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!” “Bene”, commentò l’Anima Amica, “perchè, vedi, dopo che avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.” “No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima. “Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l’opportunità di provare Chi Sono.” Quindi, l’accordo fu fatto. E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare. Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che con il suo amore l’aveva resa possibile. E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza –specialmente tristezza- ricordava quello che aveva detto Dio. “Rammentatelo sempre”, aveva affermato con un sorriso, “Io vi ho mandato solo angeli”. Di Greta blu

giovedì 22 dicembre 2011

Rosario in 20 min

Rosario — 13:21
ciao nannarella piacere rosario ti va di parlare un po?
Nannarella — 13:22
adesso nn posto stare al pc.. magari un'altra volta
Rosario — 13:22
peccato, io nn ragiono cn quel coso ma volevo parlare cn te
Nannarella — 13:23
vedrai che ci sarà un momento tranquillo....
Rosario — 13:23
domani mattina?
Rosario — 13:24
o possiamo sentirci al tel?
Nannarella — 13:25
tel no... domani nn so'.. sono giorni difficili
Rosario — 13:25
volevo conoscerti se ti do il mio num mi chiami?
Nannarella — 13:26
allora ragioni con quel coso !
Rosario — 13:26
no voglio conoscerti anna
Rosario — 13:26
nn voglio perdere il tuo contatto in chat e difficile incontrarsi di nuovo
Nannarella — 13:27
mettimi tra i preferiti
Rosario — 13:27
questo lo farò di sicuro ma nn ci sono sempre in chat di che zona di napoli ?
Rosario — 13:29
anna x favore rispondimi
Nannarella — 13:29
non sono a napoli.. adesso sono in serbia
Rosario — 13:29
quando rientri?
Nannarella — 13:29
nn so'.. forse ad agosto
Rosario — 13:30
va be ma mi stai prendendo in giro?
Nannarella — 13:30
no.. perchè ?
Rosario — 13:30
nn lo so ho questa impressione
Nannarella — 13:30
quando sto a napoli sto a mergellina.. vicino all'asl 1
Rosario — 13:31
ma abiti li?
Nannarella — 13:32
si.. abito a mergellina.. ma da settembre sono in serbia .. a cacak 150 km
sotto a belgrado .. sei già stato ?
Rosario — 13:33
no ma mi piacerebbe visitare la serbia
Nannarella — 13:33
è bellissima !
Rosario — 13:34
lo immagino ho amici che ci sn stati a belgrado
Rosario — 13:34
ti sei sposata?
Nannarella — 13:35
ma dai.. quando ? si.. sposatissima
Rosario — 13:35
2 anni fa
Nannarella — 13:36
mi piacerebbe parlare con loro
Rosario — 13:36
xke?
Nannarella — 13:36
per sapere cosa ne pensano della serbia
Rosario — 13:37
dicono che e bellissima
Nannarella — 13:37
è verooooooooooooooooooo !!!!!!!!!!!!!!!!
Rosario — 13:37
lo credo , cm fare x conoscerti ?
Nannarella — 13:38
impossibile !
Rosario — 13:40
xke?
Nannarella — 13:41
perchè nn ho mai conosciuto nessuno e nemmeno mi interessa conoscere gente
nuova.. già nn riesco a vedere gli amici che ho già
Rosario — 13:42
ok bella risposta mi hai dato ti saluto ciao
Rosario — 13:43
sei stata molto acida !!!!!!!
ci è fatt à pall,fatti suora e vaffancul.....

venerdì 22 luglio 2011

Mon amour


Una telefonata da Parigi. Era Roger, l’ultimo amante che lei chiamava castamente “il mio fidanzato”. Non per nulla quel miscredente di suo padre l’aveva mandata a scuola dalle monache.
«Domattina volo da te» le diceva Roger. «C’è un aereo per Milano che arriva a Bologna alle otto e mezzo. Ti prego, vieni. Rimandare è impossibile. Non ce la faccio più a inventarti tutte le notti. Ho un bisogno straziante di vederti».
Spronata dallo strazio, alle nove e un quarto si decise per il sì. Un camion le fece da battistrada. La portò al casello sbagliato. Finalmente ebbe la certezza di essere sulla retta via. L’albergo aveva un nome di favola: Villa degli Usignoli; chissà che non fosse davvero scaturito da un libro di fiabe, che Roger poteva avere scambiato per la guida Michelin: era capace di tutto in mezzo alla follia amorosa e ai suoi attacchi più o meno epilettici. Trovò la Villa pateticamente rimpiattata nel verde di un parco. S’infilò nel parco e sbatté sul muro di cinta. Il parco era un’aiola e la Principessa degli Usignoli un’altezza nana. Il portiere le consegnò la chiave della camera 24. Chiaro, non c’era nessuno. Andò all’aeroporto. Il volo Milano-Bologna era dirottato a Venezia per la nebbia. Tornò in albergo e salì nella camera vuota. Cominciò a contarsi i ricci come pecore.
«Maledetto amore! Su che catorcio ti sei imbarcato?»
Alla centesima maledizione, la porta si aprì, entrò un fascio di rose elegantissime in un lungo cappotto nero. Chiuso nel soprabito c’era Roger, il volto pallido incorniciato di fiori. Quello spettro romantico gettò il mazzo di fiori sul letto come un giavellotto; sbottonò il mantello, lo fece roteare per la stanza a guisa di lazo e spalancò le braccia all’indietro, aprendosi a lei, pronta a parare. Si fermò di botto e cacciò un urlo. Lei guardò in aria e attese un doppio salto mortale. Nemmeno una capriola. Travolto da una forza che non si capiva se era passione, tormento, estasi, o quale altro insano furore, Roger barcollò in avanti a capofitto. La mancò per un pelo, schiantandosi a faccia in giù sopra le rose.
Il cappotto finì di volteggiare e gli piombò addosso. Più pesante di un lazo.
Lui sollevò la faccia insanguinata dalle spine. Era un gentleman, veniva da Parigi e aveva viaggiato tanto per rivederla.
«Merde, mon amour!»

Carlotta

martedì 16 giugno 2009

Lina è sicuramente zitella....

..sei cativa. non e giusto che trati cosi la giente perche' non sei d'acordo con loro idee. Sei fai cosi dai ragione a me.
Voi parlate tanto e fate gli ofesi.
Eco la diferenza tra voi e noi.
Noi siamo un grande popolo tolerante.
a.

Si, abbiamo subito capito che sei molto tollerante! hahahahaha!
f.

brava F. Tu si che ai capito.
sei diversa da altre persone che ano dificolta a capire le idee per vivere insieme in pace.
Kosova e una realta. come si dice, metiamo una pietra sopra.
E poi nesuno obliga nesuno a vivere in kosova. se non va bene, va via. no?
F..., tu sembri una persona inteligente..
scometo che hai parenti in Kosova anche tu. ho gia' sentito tuo nome. vieni da Prishtinës, vero?
a.

hai ragione! nessuno obliga i kosovo albanesi a vivere in kosovo per esempio, non capisco perchè invece di usurpare un territorio, non se ne vanno, semplicemente come dici, tu! mica c'è un problema, no? noi che ci capiamo cosi bene!
il mio cognome?
ti sbagli è un cognome che viene dalla Norvegia!
Che università hai fatto tu?
a.

Dala Norvegia? strano... mi sembrava di Prishtinës. come e picolo il mondo!
ma alora hai parenti in kosova di sicuro.
no no. non ho fato la universita perche la mia familia non poteva permettere. quela in lingua albanese era piena. cera quela dei serbi ma io non andavo.
non era buona.
ora con kosova tuto e perfeto!...
noi non abiamo usurpato teritorio. noi siamo tanti. serbi pochi. alora devono andare via, cosi sono piu' felici anche loro.
e fano meno problemi anche a noi. loro sono violenti e non voliono la pace.
per fortuna che kfor ci protege.
a.

ora stavo pensando una cosa... Lina sicuramente e amica di berlusconi perche no ama convivenza tra persone. tu che ne pensi?
a.

Lina? non la conosco bene...chiedi a lei? non so se è amica di Berlusconi, sai lei ha un po' piu di 18 anni....
davvero, non hai fatto l'università? sai che non l'avrei mai pensato!
ma dove è finito il link che ti ho messo sul tuo muro?
f.

Lina e sicuramente zitela... perche persona cosi cativa non la sposa nesuno. pensa. mi ha tolto lamicizia.
no no.. non ho fato universita.
a.


ciao lina... io sono a.
o conosciuto oggi una persona con il tuo nome. ma siramente tu sei piu simpatica.
non hai una bela foto da vedere?
a.

ciao
io sono a...
sei proprio bela bela.
ti sposerei subito... sei musulmana anche tu?
o guardato tanto la tua foto. anche se ai 10 ani piu di me, li porti bene.
sei diversa da quela lina che ti dicevo.
e proprio antipatica e tu sei piu bela di lei.
ma dove abiti? in america?
io conosco tante cose delamerica.
coca cola , mec donald e altre cose ancora.
che lavoro fai?io facio il muratore e agiusto biciclete.
sei mai stata in italia? e un bel posto anche se la gente qualche volta si arabia subito.
io sono nato in kosova. litalia e un bel posto.
limportante e non mostrare tropo che sei straniero altrimenti ti dano calci.
pero mi trovo bene.
non ho la ragaza anche se conosco tanta gente.
dicono perche sono albanese. io dico che sono di kosova. ma loro mi dicono brute parole lo steso.
ora vado a dormire. domani mi alzo presto.
buonanote Lina bela.

sai lina. tu me ricordi mia molie. pero lei era un po piu' bela (senza ofesa). Ma era cativa uguale a te.
io non facio male a nesuno, ma quando parlo poi persone mi dano calci.
a.

tua moglie ???
l'ho detto che c'è un feeling tra noi !!
ma io sono piu' bella che in foto !!
poi a parte il kosovo siamo daccordo su tutto..
io vorrei 2 o 3 bambini e tu ????
lina

e una storia lunga.. molie cera ma ora non ce piu perche cativa come te.
anche io vorei bambini. 2 bambini maschi e loro devono avere nome di Ramush e Hashim.
Come miei eroi Ramush Haradinaj e Hashim Thaçi.Loro ano fato tanto per indipendenza di kosova.li conosci?
pero tu sei cristiana, vero? ma non
ce problema. Tu diventi musulmana. puoi stare a casa con mia mama....
e poi acompagni bambini a moschea del mio paese
a.


sui musulmani non ho proprio niente in contrario.. ma su haradinaj e thaci..
no caro..
meglio josif broz e slobodan come milosevic !
lina

Ma si, verità e sempre vostra. Sopratutto quando e garantita da americani e suoi armi nucleari.
sasa

non dire nulla sasa
questo è il mio prossimo marito e io devo partorire 2 figli maschi, portarli alla moschea e vivere con mia suocera
vuoi rovinare tutto ????????
lina

importante Lina e che tu diventi musulmana e non frequenti bruta gente di cristiani serbi.
uomo con camion.... tu vivi neli incubi del pasato. guarda futuro. futuro e kosova con americani.
serbi posono vivere anche loro basta che seguono legi di kosova
a.

ah no a. scusa.. posso diventare musulmana, fare figli e andare alla moschea con la suocera
ma gli americani mi fanno troppo schifo !!
non fanno per me !!!
lina

mio amico B. e brava persona. anche lui è uomo di camion ma e piu simpatico di quelo che scrive qui perche non e serbo.
lui viagia tanto e conoscie tante cose.
anche tu potresti imparare verita di mondo.
conoscie tanti americani che lavorano in kosova vicino confine.
lui e gentile e fa tanti regali a loro e tuti vogliono bene a lui quando pasa con camion...
magari un giorno faciamo un giro tuti insieme e ti facio vedere mio paese
a.

non e posibile... non e serbo. e una brava persona lui. purtropo e persona stanca perche lavora sempre di note. io gli o deto di riposare ma lui dice che di note ci sono meno problemi ala frontiera.
ma lui fa tanto bene al nostro paese
a.

ma alora vai con tuti Lina... prima fai 2 bambini con me e poi ti passo a B.
Pero lui a storia triste con moglie.
lui ha mandato italia a lavorare come cameriera e adesso va avanti e dietro romani-kosova e porta con lui amiche di moglie.
si sente solo ma vuole dona d kosova. non penso che li piaci perche conosci tropi serbi.
e lui dice che puzano (questo e vero... non si lavano, li ho visti e sentiti io)
a.

Ma lina, lascia perdere, lui non e musulmano. Loro non hanno fede. Quelli capelli bianchi tradizionali che portano, sono stati obbligati da turchi per essere distinti come infedeli. Loro cambiano la fede per la comodità. Dipende a chi devono servire. Oggi sono americani. Domani saranno cinesi, basta che conviene. Sono stati ortodossi, anche nazisti - quindi mai fidare di loro. Serbi gli hanno dato la terra nel 1040 , vedi te che errore hanno fatto. Sono come una cellula di cancro.
sasa

venerdì 10 aprile 2009

Morto un militare reduce dal Kosovo

Ricevo dal mio amico albanese Mario:

Funerali a Paola (COSENZA - CALABRIA)
PAOLA – E' morto di cancro a 28 anni, Francesco De Seta,militare di carriera tra gli alpini a Vipiteno (Bolzano), al quale il male era stato diagnosticato di ritorno da una missione in Kosovo. Il giovane, che era stato più volte nei Balcani, è deceduto a Paola, sua città d’origine, dove si sono svolti i funerali alla presenza di un picchetto d’onore dell’Esercito.
Da tempo De Seta aveva subito ricoveri in diversi ospedali,ma le sue condizioni si erano aggravate nell’ultimo mese . Del caso si è occupato il blog di denuncia Vittimeuranio.com, che dal 2007 si occupa dei rischi legati all’uranio impoverito, curato dal giornalista Francesco Palese.
«I familiari – ha affermato Palese – chiedono adesso di fare luce sulla morte del giovane militare, consumatasi in maniera veloce dopo il rientro dall’estero. Quella di De seta è solo l'ultima di una lunga serie di morti sospette legate alla possibile contaminazione da uranio impoverito». «E' il primo caso – ha aggiunto Palese – di militari calabresi che si sospetta possano essere rimasti vittima dell’uranio impoverito». Ad usare l’uranio impoverito nelle munizioni sono stati per primi gli americani e i britannici. L’Onu ha classificato queste munizioni come armi illegali di distruzione di massa.

sabato 31 gennaio 2009

Rubato ad Alf, consigliato dagli elfi

C'è un blog bellissimo, di un ragazzo bellissimo.
Mi piace tanto un suo post. Io lo copio e poi scrivo anche la fonte, ma è un post troppo bello per resistere a non rubarlo !



Basta, il senso dello smarrimento generale rimane..ma è necessario prendere parte come diceva Alexander Volkov in “Before the rain”..

Dal 17 febbraio il Kosovo si è dichiarato indipendente: la notizia fluttuava da un pò..ho aspettato qualche giorno..ho letto per bene tutto..articoli sui siti balcanici, sms da Pristina, commenti di esperti italiani e non..ma forse, in fin dei conti, non ne avevo bisogno, e non è una forma di supponenza..è che i Balcani, il Kosovo, ce li ho dentro, mi hanno attraversato e li ho attraversati..stazione per stazione, curva dopo curva, fiume dopo fiume, ne ho assaggiato il sangue e il miele..che in fondo questo sono davvero i Balcani..

Quella che si è compiuta è una pazzia..una pazzia per tutti..ed è un’ennesima ferita ai Balcani..

Una indipendenza dichiarata unilateralmente non esiste, nella logica..non esiste nel diritto internazionale perché tra l’altro ignora l’unica deliberazione, la 1244 dell’ONU, che ha valore.

Ma gli Stati Uniti hanno deciso di appoggiare fortemente questa strada, riconoscendo per primi il nuovo stato, in spregio a qualsiasi norma di responsabilità, sull’onda di calcoli politici ignobili spacciati per amore per la democrazia..un Kosovo indipendente spacca l’Europa (ed infatti già l’ha fatto)e comunque la indebolisce, innestando quell’effetto domino di rivendicazioni di indipendentismi e particolarismi che sono la ricchezza del nostro continente ma anche la debolezza se usati strumentalmente..e così questo consente ad una nazione democraticamente arretrata, economicamente in stallo, che non ottempera a molte prescrizioni internazionali di tipo sociale ed ambientale (sono gli Stati Uniti quelli che ho appena descritto..), di tenere in scacco l’Unione Europea, instabile e con focolai di guerriglia un po’ dovunque, perché questa situazione rende indispensabile a noi europei l’unica cosa in cui loro sono bravi davvero (anche perché ci dedicano quasi il 50% del loro PIL) : fare la guerra.

Qualche esempio, qualche nome che magari a molti non diranno nulla, ma che invece sono nomi di terre piene di storia, di gente, di ricchezze materiali ed immateriali che già si iniziano ad entusiasmare per divenire futuri “Kosova”: Abkhazia, Ossezia, Transdnistria, Catalogna, Euskadi, Cipro, Transilvania, Sangiaccato, e perché no, anche la nostra bellissima e fiera Sardegna..

L’Italia ha prontamente seguito il “Big Brother” yankee nel riconoscimento ignorando secoli di storia comune, ignorando la pericolosità di avvallare uno stato che nasce su una premessa rabbrividente: essere etnicamente “puro”..

La mia parte raziocinante, che cerca di analizzare geopoliticamente le cose, mano a mano che scrivo cede il passo alla parte del cuore..dove i ricordi delle lunghe vesti nere dei monaci ortodossi di Decani o di Pec si fondono con il senso di pace di quei luoghi, e con la fede oltre la paura di fedeli costretti a rischiare la vita per poter dire “gospode podmiluj me”..quei luoghi, le terre kosovare sono inestricabili dedali di storie mischiate di califfati e patriarcati ortodossi, di multi culturalità ed inter religiosità..ho visto il tipico carretto “piatto” serbo guidato da vecchietti col fez..in un’immagine sola 800 anni di storia..

La prima volta a Pristina è stato all’alba di un giorno di inizio estate..aria frizzantina e sole già alto oltre la valle del Rugova..venivo da Tirana, Albania..oltre 12 ore di pullman per fare circa 350 km..in mezzo le colline dilavate e rese brulle da politiche agricole scellerate..strade che avrebbero creato problemi ad un carretto, figurarsi ad un pullman, impervie a causa della incredibile orografia di quella zona (perché d’altronde si dovrebbe chiamare il Paese delle Aquile l’Albania?) ed a causa delle bombe, delle granate, che sul Kosovo occidentale, appena dopo la frontiera di Kukes si sono abbattute con incredibile violenza durante la guerra dell’99..

Il viaggio in pullman è una continua sosta per pausa caffè e sigaretta..bar in villaggi di montagna in cui alle 2 di notte il burek è di casa..c’è freddo anche se è fine giugno..Hamzi è il mio vicino di pullman..al terzo stop iniziamo a parlare..veterano UCK, musulmano blando, Hamzi mi mostra sul videofonino il figlioletto di 4 anni a cui ha già insegnato ad ammazzare e scuoiare i serpenti..ride mentre racconta della famiglia serba che stava scappando in Macedonia e che lui ha ucciso su un ciglio della strada fingendosi un poliziotto serbo..e lì ho capito che non bisogna essere pazzi per uccidere..ma uccidere instilla dentro un virus che fa diventare pazzi..ed in tutto questo mi parla speranzoso di pace per quei posti, di tecnologia informatica ed ultimi gingilli elettronici..ed io penso che i Balcani sono tutto questo..retromarce e accelerazioni furibonde..

Il confine si percepisce, in pochi km hai la sensazione di quanto cambia il paesaggio..e non è cambiato improvvisamente il fronte geologico, ma è semplicemente la differenza percepibile nettamente tra 50 anni di gestione del territorio del regime Hoxha e 50 anni di regime jugoslavo..

Il Kosovo ci saluta con vallate verdi e villaggi ordinati..andando verso Prizren, luogo in cui quasi 100 anni si celebrava la Grande Albania..Hamzi mi saluta dandomi la sua email, dicendomi che se mi serve una guardia del corpo a Pristina lui può darmi una mano..dubito che userò mai quell’indirizzo mail..anche se forse adesso sarebbe curioso chiedergli dove starà festeggiando l’indipendenza..

Girare, vagabondare per Pristina alle 6 di mattina di un sabato estivo non ti dà alcuna insicurezza…solo è un continuo gracchiare di corvi..d’altra parte Kosovo questo significa..forse l’ennesimo sberleffo serbo agli albanesi: quelli che a pochi km di distanza gli “schipettari” chiamano aquile, per i serbi sono innocui corvi..solo che c’è un problema, un campo di corvi da queste parti (“Kosovo Polje”) è stato il posto dove quasi 900 anni fa la Serbia è nata, in un’epica sconfitta contro l’impero ottomano..tra l’altro decisiva per fermare l’avanzata dell’onda araba in Europa..ma questo a chi importa in fin dei conti??

Non è facile trovare una strada a Pristina..è una città inventata..che si riproduce ogni giorno, drogata dagli aiuti umanitari e dalle miriadi di osservatori e paraosservatori internazionali..arrivare al palazzetto rosa della mia amica osservatrice OSCE è un’impresa..ma i kosovari sono tranquilli e disponibili..ci indicano la strada anche quando non la sanno..la inventano per gli ospiti italiani..

Un giorno qualcuno scriverà un libro sui ragazzi dell’OSCE che stazionano nel Kosovo da 5, 6, 7 anni..e sarà un best seller..sarà come spiegare tutto assieme, sarà come James Bond che fa l’amore con una Madre Teresa laica e nasce Kurt Cobain..

La jeep bianca con la scritta blu e la bandiera dell’ONU serve però, per andare a Prizren, al Patriarcato di Pec, al monastero di Decani..

Ed è lì, pensando a quei vespri, nel silenzio che ti parla di un qualcosa che non si può descrivere con le parole, che ho capito..

Kosovo ljubavi moja..

Alf

mercoledì 1 ottobre 2008

PERDUTAMENTE INNAMORATA DI REX !


Oggi è un giorno magico !
Stamattina mi sono svegliata e ho subito letto il post di Alf su Decani :
http://balkan-crew.blogspot.com/2008/10/la-provvidenza-e-deani.html
e poi da Alberto è sceso un angelo :
http://www.samopravo.net/2008/09/27/la-porsche-del-vicino/
.. e in serata un'altra sorpresa !!!
http://balkan-crew.blogspot.com/2008/10/gusti-di-frontiera-08-gorizia.html
Insomma, come dice Francesca, la Provvidenza ci dà una mano... e quando ha sentito dire che "i monaci sono dei criminali"... non ci ha piu' visto !
Ecco perchè esistono Alf e Rex e Ske !

Caro alberto,
non so se conosci il teatro di eduardo, ma il diritto internazionale assomiglia molto alla “grande magia”
non è un diritto perchè difetta di una sua caratteristica fondamentale: non è coercibile
non esiste un vero legislatore e nessuno lo fa applicare
è sempre stato lo strumento con il quale un gruppo ristretto di stati ha cercato di mantenere il controllo sulle aree di rispettiva influenza
la carta delle nazioni unite assomiglia alla relazione finale di un congresso del pci di fine anni sessanta
grandi enunciazioni di principio sulle quali è obiettivamente difficile dissentire ma che sono destinate a rimanere tali
per quale motivo il primo intervento in irak può essere considerato “legittimo” ed il secondo no?
è una illusione pensare che il diritto internazionale regoli i rapporti fra stati
questa è solo una copertura “una grande magia” appunto
il vero problema è l’equilibrio e la stabilità nelle varie regioni del mondo
i problemi di applicazione e rispetto del diritto internazionale sorgono solo quando gli interessi di due potenze si trovano in conflitto in una stessa area
proprio non capisco cosa possa aver spinto gli stati uniti e, in generale, l’occidente a incentivare l’indipendenza del kosovo
io penso che dovremmo chiedere scusa ai serbi
comunque tranquilizzati
in italia se rubi un’auto non vai in galera
probabilmente anche da noi il diritto è una grande magia
Rex


In un grande albergo di una località termale frequentato da agiati borghesi, la direzione per divertire e distrarre i suoi ospiti ha ingaggiato, con poca spesa, il prestigiatore, il mago Marvuglia che tira a campare allestendo spettacoli itineranti nelle località di villeggiatura. Una sorta di illusionista filosofo che con trucchi dozzinali vuole presentarsi come un grande mago. I villeggianti dell'albergo Metropoli in realtà hanno già di che divertirsi spettegolando su Calogero Di Spelta che si rende ridicolo per la sua sfrenata gelosia nei confronti della moglie: la bella Marta. I suoi sospetti in realtà non sono infondati poiché è proprio Marta che, volendo incontrare segretamente il suo amante, per sfuggire alla continua sorveglianza del marito, corrompe il mago organizzando il trucco della sua sparizione durante lo spettacolo. Il mago potrà finalmente fare una "grande magia" facendola prima scomparire e poi riapparire agli occhi stupefatti
del pubblico. Marvuglia organizza bene il suo trucco ma quando la moglie fedifraga dovrebbe ricomparire il trucco non riesce. La moglie è definitivamente scomparsa.
Il mago che sa la verità e che non vuole essere coinvolto in un caso che ha messo in moto anche le autorità di polizia riesce a convincere il marito geloso e disperato che in realtà la moglie non è sparita ma è rimasta intrappolata in una scatola che non dovrà mai essere aperta altrimenti la sua amata moglie sparirà definitivamente. Calogero potrà riabbracciare sua moglie, di cui ha sempre sospettato, a condizione di mai più dubitare della sua fedeltà, altrimenti essa sparirà definitivamente. Calogero si convince e, ritenuto da tutti ormai pazzo, vive non separandosi mai dalla scatola in cui crede essere la moglie convinto che così l'avrà sempre con sé e fedele al suo amore.
Quando Marta dopo ormai quattro anni, abbandonata dall'amante, disperata decide di tornare dal marito, scongiura Marvuglia di fingere di concludere l'esperimento interrotto durante lo spettacolo e di farla riapparire. Ma il marito ormai prigioniero della sua voluta illusione respingerà quella donna per lui estranea: se Marta fosse la donna ricomparsa vorrebbe dire che essa lo aveva abbandonato e tradito, meglio continuare a credere che sia ancora nella scatola fedele e innamorata di lui.


Altro angelo .. Matej:
il ministro Frattini ha detto che l’Italia rispetta la scelta di andare dal giudice internazionale, è per questo che si astiene.. molto curiosa questa scelta.
Sul rispetto che gli USA hanno della giustizia e del diritto internazionale dal 1945.. penso che ci fossero pochi dubbi.
Quanto alla Macedonia e al Montenegro che hanno riconosciuto il simpatico nuovo stato su pressioni USA e UE… si troveranno fra non molto a fare i conti con le loro belle minoranze albanesi, le quali utlizzano un sistema molto semplice per perdere lo status di minoranza: riprodursi come conigli.
Auguri.. soprattutto alla Macedonia (siamo già al 27%).
Complimenti all’autore del blog, molto interessante, equilibrato e di piacevole lettura.
Matej