venerdì 17 ottobre 2014

AL RISTORANTE (CARO ! ) DI ROBERTO

Colloquio con una signora albanese che mi ha preso per un agente 007 !!!


E allora di questa foto cosa dovrei pensare se devo pensare come te? Devo pensare che sei una piccola delinquente ? Integrata in un piccolo contesto delinquente della zona?? Perche' il cellulare che vedo la dice lunga sai .. E potrei mandare anche un controllo di routine per convincermi del contrario .. Ma questo se fossi presuntuosa e stupida come te Tu sei napoletana  quanto io sono serba  .. Se potessimo parlare di persona ti prenderei a schiaffi talmente offendi l'intelligenza umana.. ma siccome non sono serba capisco che con l'ignoranza non puoi dibattere altrimenti scendi allo stesso livello prima o poi .. Pero' mi faccio un sacco di risate nel leggerti in compenso mentre controllo che ci fate con i cellulari come il tuo da 29 euro nel 2014 su di un tavolo dove si mangia e si consuma una cena da 90 euro minimo

ah! ah! ma sei una veggente ! pensa che quel piatto l'ha fatto il mio amico ed è stata una collaborazione.. uno ha portato il pesce.. uno la pasta e uno il vino



lunedì 31 marzo 2014

IL SOLDATO E LA PRINCIPESSA



 Ecco qui un grande insegnamento tratto da "Nuovo cinema paradiso"

Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta! Ma, finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!”
Ma, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli gli cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire… mentre la principessa sempre lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via.

Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un’altra notte e la principessa sarebbe stata sua. Ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa. Sarebbe stato terribile. Sarebbe morto. Così invece, almeno per novantanove notti, era vissuto nell’illusione che lei fosse lì ad aspettarlo.

Forse lui, in quei 99 giorni che non poterono essere altro che di meditazione, realizzò che l’amore non è quello, non è una che comanda e l’altro che ubbidisce, una che concede dall’alto la possibilità di genuflettersi, e l’altro che si mortifica, una che pretende e l’altro che sopporta l’insopportabile per esaudire.L’amore è paritetico, l’amore è reciprocità: che se ne faceva di una principessa che dall’alto assisteva tronfia ai suoi sacrifici, al suo sopportare tutto come tributo sull’altare del suo ego? E che rapporto sarebbe mai stato, che vita avrebbe ai condotto con lei? Ammesso che non l’avesse umiliato ancora, disattendendo la sua promessa, cosa gli si presentava, una vita da cavalier servente?

Il mondo di Ifigenia