..sei cativa. non e giusto che trati cosi la giente perche' non sei d'acordo con loro idee. Sei fai cosi dai ragione a me.
Voi parlate tanto e fate gli ofesi.
Eco la diferenza tra voi e noi.
Noi siamo un grande popolo tolerante.
a.
Si, abbiamo subito capito che sei molto tollerante! hahahahaha!
f.
brava F. Tu si che ai capito.
sei diversa da altre persone che ano dificolta a capire le idee per vivere insieme in pace.
Kosova e una realta. come si dice, metiamo una pietra sopra.
E poi nesuno obliga nesuno a vivere in kosova. se non va bene, va via. no?
F..., tu sembri una persona inteligente..
scometo che hai parenti in Kosova anche tu. ho gia' sentito tuo nome. vieni da Prishtinës, vero?
a.
hai ragione! nessuno obliga i kosovo albanesi a vivere in kosovo per esempio, non capisco perchè invece di usurpare un territorio, non se ne vanno, semplicemente come dici, tu! mica c'è un problema, no? noi che ci capiamo cosi bene!
il mio cognome?
ti sbagli è un cognome che viene dalla Norvegia!
Che università hai fatto tu?
a.
Dala Norvegia? strano... mi sembrava di Prishtinës. come e picolo il mondo!
ma alora hai parenti in kosova di sicuro.
no no. non ho fato la universita perche la mia familia non poteva permettere. quela in lingua albanese era piena. cera quela dei serbi ma io non andavo.
non era buona.
ora con kosova tuto e perfeto!...
noi non abiamo usurpato teritorio. noi siamo tanti. serbi pochi. alora devono andare via, cosi sono piu' felici anche loro.
e fano meno problemi anche a noi. loro sono violenti e non voliono la pace.
per fortuna che kfor ci protege.
a.
ora stavo pensando una cosa... Lina sicuramente e amica di berlusconi perche no ama convivenza tra persone. tu che ne pensi?
a.
Lina? non la conosco bene...chiedi a lei? non so se è amica di Berlusconi, sai lei ha un po' piu di 18 anni....
davvero, non hai fatto l'università? sai che non l'avrei mai pensato!
ma dove è finito il link che ti ho messo sul tuo muro?
f.
Lina e sicuramente zitela... perche persona cosi cativa non la sposa nesuno. pensa. mi ha tolto lamicizia.
no no.. non ho fato universita.
a.
ciao lina... io sono a.
o conosciuto oggi una persona con il tuo nome. ma siramente tu sei piu simpatica.
non hai una bela foto da vedere?
a.
ciao
io sono a...
sei proprio bela bela.
ti sposerei subito... sei musulmana anche tu?
o guardato tanto la tua foto. anche se ai 10 ani piu di me, li porti bene.
sei diversa da quela lina che ti dicevo.
e proprio antipatica e tu sei piu bela di lei.
ma dove abiti? in america?
io conosco tante cose delamerica.
coca cola , mec donald e altre cose ancora.
che lavoro fai?io facio il muratore e agiusto biciclete.
sei mai stata in italia? e un bel posto anche se la gente qualche volta si arabia subito.
io sono nato in kosova. litalia e un bel posto.
limportante e non mostrare tropo che sei straniero altrimenti ti dano calci.
pero mi trovo bene.
non ho la ragaza anche se conosco tanta gente.
dicono perche sono albanese. io dico che sono di kosova. ma loro mi dicono brute parole lo steso.
ora vado a dormire. domani mi alzo presto.
buonanote Lina bela.
sai lina. tu me ricordi mia molie. pero lei era un po piu' bela (senza ofesa). Ma era cativa uguale a te.
io non facio male a nesuno, ma quando parlo poi persone mi dano calci.
a.
tua moglie ???
l'ho detto che c'è un feeling tra noi !!
ma io sono piu' bella che in foto !!
poi a parte il kosovo siamo daccordo su tutto..
io vorrei 2 o 3 bambini e tu ????
lina
e una storia lunga.. molie cera ma ora non ce piu perche cativa come te.
anche io vorei bambini. 2 bambini maschi e loro devono avere nome di Ramush e Hashim.
Come miei eroi Ramush Haradinaj e Hashim Thaçi.Loro ano fato tanto per indipendenza di kosova.li conosci?
pero tu sei cristiana, vero? ma non
ce problema. Tu diventi musulmana. puoi stare a casa con mia mama....
e poi acompagni bambini a moschea del mio paese
a.
sui musulmani non ho proprio niente in contrario.. ma su haradinaj e thaci..
no caro..
meglio josif broz e slobodan come milosevic !
lina
Ma si, verità e sempre vostra. Sopratutto quando e garantita da americani e suoi armi nucleari.
sasa
non dire nulla sasa
questo è il mio prossimo marito e io devo partorire 2 figli maschi, portarli alla moschea e vivere con mia suocera
vuoi rovinare tutto ????????
lina
importante Lina e che tu diventi musulmana e non frequenti bruta gente di cristiani serbi.
uomo con camion.... tu vivi neli incubi del pasato. guarda futuro. futuro e kosova con americani.
serbi posono vivere anche loro basta che seguono legi di kosova
a.
ah no a. scusa.. posso diventare musulmana, fare figli e andare alla moschea con la suocera
ma gli americani mi fanno troppo schifo !!
non fanno per me !!!
lina
mio amico B. e brava persona. anche lui è uomo di camion ma e piu simpatico di quelo che scrive qui perche non e serbo.
lui viagia tanto e conoscie tante cose.
anche tu potresti imparare verita di mondo.
conoscie tanti americani che lavorano in kosova vicino confine.
lui e gentile e fa tanti regali a loro e tuti vogliono bene a lui quando pasa con camion...
magari un giorno faciamo un giro tuti insieme e ti facio vedere mio paese
a.
non e posibile... non e serbo. e una brava persona lui. purtropo e persona stanca perche lavora sempre di note. io gli o deto di riposare ma lui dice che di note ci sono meno problemi ala frontiera.
ma lui fa tanto bene al nostro paese
a.
ma alora vai con tuti Lina... prima fai 2 bambini con me e poi ti passo a B.
Pero lui a storia triste con moglie.
lui ha mandato italia a lavorare come cameriera e adesso va avanti e dietro romani-kosova e porta con lui amiche di moglie.
si sente solo ma vuole dona d kosova. non penso che li piaci perche conosci tropi serbi.
e lui dice che puzano (questo e vero... non si lavano, li ho visti e sentiti io)
a.
Ma lina, lascia perdere, lui non e musulmano. Loro non hanno fede. Quelli capelli bianchi tradizionali che portano, sono stati obbligati da turchi per essere distinti come infedeli. Loro cambiano la fede per la comodità. Dipende a chi devono servire. Oggi sono americani. Domani saranno cinesi, basta che conviene. Sono stati ortodossi, anche nazisti - quindi mai fidare di loro. Serbi gli hanno dato la terra nel 1040 , vedi te che errore hanno fatto. Sono come una cellula di cancro.
sasa
martedì 16 giugno 2009
venerdì 10 aprile 2009
Morto un militare reduce dal Kosovo
Ricevo dal mio amico albanese Mario:
Funerali a Paola (COSENZA - CALABRIA)
PAOLA – E' morto di cancro a 28 anni, Francesco De Seta,militare di carriera tra gli alpini a Vipiteno (Bolzano), al quale il male era stato diagnosticato di ritorno da una missione in Kosovo. Il giovane, che era stato più volte nei Balcani, è deceduto a Paola, sua città d’origine, dove si sono svolti i funerali alla presenza di un picchetto d’onore dell’Esercito.
Da tempo De Seta aveva subito ricoveri in diversi ospedali,ma le sue condizioni si erano aggravate nell’ultimo mese . Del caso si è occupato il blog di denuncia Vittimeuranio.com, che dal 2007 si occupa dei rischi legati all’uranio impoverito, curato dal giornalista Francesco Palese.
«I familiari – ha affermato Palese – chiedono adesso di fare luce sulla morte del giovane militare, consumatasi in maniera veloce dopo il rientro dall’estero. Quella di De seta è solo l'ultima di una lunga serie di morti sospette legate alla possibile contaminazione da uranio impoverito». «E' il primo caso – ha aggiunto Palese – di militari calabresi che si sospetta possano essere rimasti vittima dell’uranio impoverito». Ad usare l’uranio impoverito nelle munizioni sono stati per primi gli americani e i britannici. L’Onu ha classificato queste munizioni come armi illegali di distruzione di massa.
Funerali a Paola (COSENZA - CALABRIA)
PAOLA – E' morto di cancro a 28 anni, Francesco De Seta,militare di carriera tra gli alpini a Vipiteno (Bolzano), al quale il male era stato diagnosticato di ritorno da una missione in Kosovo. Il giovane, che era stato più volte nei Balcani, è deceduto a Paola, sua città d’origine, dove si sono svolti i funerali alla presenza di un picchetto d’onore dell’Esercito.
Da tempo De Seta aveva subito ricoveri in diversi ospedali,ma le sue condizioni si erano aggravate nell’ultimo mese . Del caso si è occupato il blog di denuncia Vittimeuranio.com, che dal 2007 si occupa dei rischi legati all’uranio impoverito, curato dal giornalista Francesco Palese.
«I familiari – ha affermato Palese – chiedono adesso di fare luce sulla morte del giovane militare, consumatasi in maniera veloce dopo il rientro dall’estero. Quella di De seta è solo l'ultima di una lunga serie di morti sospette legate alla possibile contaminazione da uranio impoverito». «E' il primo caso – ha aggiunto Palese – di militari calabresi che si sospetta possano essere rimasti vittima dell’uranio impoverito». Ad usare l’uranio impoverito nelle munizioni sono stati per primi gli americani e i britannici. L’Onu ha classificato queste munizioni come armi illegali di distruzione di massa.
sabato 31 gennaio 2009
Rubato ad Alf, consigliato dagli elfi
C'è un blog bellissimo, di un ragazzo bellissimo.
Mi piace tanto un suo post. Io lo copio e poi scrivo anche la fonte, ma è un post troppo bello per resistere a non rubarlo !

Basta, il senso dello smarrimento generale rimane..ma è necessario prendere parte come diceva Alexander Volkov in “Before the rain”..
Dal 17 febbraio il Kosovo si è dichiarato indipendente: la notizia fluttuava da un pò..ho aspettato qualche giorno..ho letto per bene tutto..articoli sui siti balcanici, sms da Pristina, commenti di esperti italiani e non..ma forse, in fin dei conti, non ne avevo bisogno, e non è una forma di supponenza..è che i Balcani, il Kosovo, ce li ho dentro, mi hanno attraversato e li ho attraversati..stazione per stazione, curva dopo curva, fiume dopo fiume, ne ho assaggiato il sangue e il miele..che in fondo questo sono davvero i Balcani..
Quella che si è compiuta è una pazzia..una pazzia per tutti..ed è un’ennesima ferita ai Balcani..
Una indipendenza dichiarata unilateralmente non esiste, nella logica..non esiste nel diritto internazionale perché tra l’altro ignora l’unica deliberazione, la 1244 dell’ONU, che ha valore.
Ma gli Stati Uniti hanno deciso di appoggiare fortemente questa strada, riconoscendo per primi il nuovo stato, in spregio a qualsiasi norma di responsabilità, sull’onda di calcoli politici ignobili spacciati per amore per la democrazia..un Kosovo indipendente spacca l’Europa (ed infatti già l’ha fatto)e comunque la indebolisce, innestando quell’effetto domino di rivendicazioni di indipendentismi e particolarismi che sono la ricchezza del nostro continente ma anche la debolezza se usati strumentalmente..e così questo consente ad una nazione democraticamente arretrata, economicamente in stallo, che non ottempera a molte prescrizioni internazionali di tipo sociale ed ambientale (sono gli Stati Uniti quelli che ho appena descritto..), di tenere in scacco l’Unione Europea, instabile e con focolai di guerriglia un po’ dovunque, perché questa situazione rende indispensabile a noi europei l’unica cosa in cui loro sono bravi davvero (anche perché ci dedicano quasi il 50% del loro PIL) : fare la guerra.
Qualche esempio, qualche nome che magari a molti non diranno nulla, ma che invece sono nomi di terre piene di storia, di gente, di ricchezze materiali ed immateriali che già si iniziano ad entusiasmare per divenire futuri “Kosova”: Abkhazia, Ossezia, Transdnistria, Catalogna, Euskadi, Cipro, Transilvania, Sangiaccato, e perché no, anche la nostra bellissima e fiera Sardegna..
L’Italia ha prontamente seguito il “Big Brother” yankee nel riconoscimento ignorando secoli di storia comune, ignorando la pericolosità di avvallare uno stato che nasce su una premessa rabbrividente: essere etnicamente “puro”..
La mia parte raziocinante, che cerca di analizzare geopoliticamente le cose, mano a mano che scrivo cede il passo alla parte del cuore..dove i ricordi delle lunghe vesti nere dei monaci ortodossi di Decani o di Pec si fondono con il senso di pace di quei luoghi, e con la fede oltre la paura di fedeli costretti a rischiare la vita per poter dire “gospode podmiluj me”..quei luoghi, le terre kosovare sono inestricabili dedali di storie mischiate di califfati e patriarcati ortodossi, di multi culturalità ed inter religiosità..ho visto il tipico carretto “piatto” serbo guidato da vecchietti col fez..in un’immagine sola 800 anni di storia..
La prima volta a Pristina è stato all’alba di un giorno di inizio estate..aria frizzantina e sole già alto oltre la valle del Rugova..venivo da Tirana, Albania..oltre 12 ore di pullman per fare circa 350 km..in mezzo le colline dilavate e rese brulle da politiche agricole scellerate..strade che avrebbero creato problemi ad un carretto, figurarsi ad un pullman, impervie a causa della incredibile orografia di quella zona (perché d’altronde si dovrebbe chiamare il Paese delle Aquile l’Albania?) ed a causa delle bombe, delle granate, che sul Kosovo occidentale, appena dopo la frontiera di Kukes si sono abbattute con incredibile violenza durante la guerra dell’99..
Il viaggio in pullman è una continua sosta per pausa caffè e sigaretta..bar in villaggi di montagna in cui alle 2 di notte il burek è di casa..c’è freddo anche se è fine giugno..Hamzi è il mio vicino di pullman..al terzo stop iniziamo a parlare..veterano UCK, musulmano blando, Hamzi mi mostra sul videofonino il figlioletto di 4 anni a cui ha già insegnato ad ammazzare e scuoiare i serpenti..ride mentre racconta della famiglia serba che stava scappando in Macedonia e che lui ha ucciso su un ciglio della strada fingendosi un poliziotto serbo..e lì ho capito che non bisogna essere pazzi per uccidere..ma uccidere instilla dentro un virus che fa diventare pazzi..ed in tutto questo mi parla speranzoso di pace per quei posti, di tecnologia informatica ed ultimi gingilli elettronici..ed io penso che i Balcani sono tutto questo..retromarce e accelerazioni furibonde..
Il confine si percepisce, in pochi km hai la sensazione di quanto cambia il paesaggio..e non è cambiato improvvisamente il fronte geologico, ma è semplicemente la differenza percepibile nettamente tra 50 anni di gestione del territorio del regime Hoxha e 50 anni di regime jugoslavo..
Il Kosovo ci saluta con vallate verdi e villaggi ordinati..andando verso Prizren, luogo in cui quasi 100 anni si celebrava la Grande Albania..Hamzi mi saluta dandomi la sua email, dicendomi che se mi serve una guardia del corpo a Pristina lui può darmi una mano..dubito che userò mai quell’indirizzo mail..anche se forse adesso sarebbe curioso chiedergli dove starà festeggiando l’indipendenza..
Girare, vagabondare per Pristina alle 6 di mattina di un sabato estivo non ti dà alcuna insicurezza…solo è un continuo gracchiare di corvi..d’altra parte Kosovo questo significa..forse l’ennesimo sberleffo serbo agli albanesi: quelli che a pochi km di distanza gli “schipettari” chiamano aquile, per i serbi sono innocui corvi..solo che c’è un problema, un campo di corvi da queste parti (“Kosovo Polje”) è stato il posto dove quasi 900 anni fa la Serbia è nata, in un’epica sconfitta contro l’impero ottomano..tra l’altro decisiva per fermare l’avanzata dell’onda araba in Europa..ma questo a chi importa in fin dei conti??
Non è facile trovare una strada a Pristina..è una città inventata..che si riproduce ogni giorno, drogata dagli aiuti umanitari e dalle miriadi di osservatori e paraosservatori internazionali..arrivare al palazzetto rosa della mia amica osservatrice OSCE è un’impresa..ma i kosovari sono tranquilli e disponibili..ci indicano la strada anche quando non la sanno..la inventano per gli ospiti italiani..
Un giorno qualcuno scriverà un libro sui ragazzi dell’OSCE che stazionano nel Kosovo da 5, 6, 7 anni..e sarà un best seller..sarà come spiegare tutto assieme, sarà come James Bond che fa l’amore con una Madre Teresa laica e nasce Kurt Cobain..
La jeep bianca con la scritta blu e la bandiera dell’ONU serve però, per andare a Prizren, al Patriarcato di Pec, al monastero di Decani..
Ed è lì, pensando a quei vespri, nel silenzio che ti parla di un qualcosa che non si può descrivere con le parole, che ho capito..
Kosovo ljubavi moja..
Alf
Mi piace tanto un suo post. Io lo copio e poi scrivo anche la fonte, ma è un post troppo bello per resistere a non rubarlo !

Basta, il senso dello smarrimento generale rimane..ma è necessario prendere parte come diceva Alexander Volkov in “Before the rain”..
Dal 17 febbraio il Kosovo si è dichiarato indipendente: la notizia fluttuava da un pò..ho aspettato qualche giorno..ho letto per bene tutto..articoli sui siti balcanici, sms da Pristina, commenti di esperti italiani e non..ma forse, in fin dei conti, non ne avevo bisogno, e non è una forma di supponenza..è che i Balcani, il Kosovo, ce li ho dentro, mi hanno attraversato e li ho attraversati..stazione per stazione, curva dopo curva, fiume dopo fiume, ne ho assaggiato il sangue e il miele..che in fondo questo sono davvero i Balcani..
Quella che si è compiuta è una pazzia..una pazzia per tutti..ed è un’ennesima ferita ai Balcani..
Una indipendenza dichiarata unilateralmente non esiste, nella logica..non esiste nel diritto internazionale perché tra l’altro ignora l’unica deliberazione, la 1244 dell’ONU, che ha valore.
Ma gli Stati Uniti hanno deciso di appoggiare fortemente questa strada, riconoscendo per primi il nuovo stato, in spregio a qualsiasi norma di responsabilità, sull’onda di calcoli politici ignobili spacciati per amore per la democrazia..un Kosovo indipendente spacca l’Europa (ed infatti già l’ha fatto)e comunque la indebolisce, innestando quell’effetto domino di rivendicazioni di indipendentismi e particolarismi che sono la ricchezza del nostro continente ma anche la debolezza se usati strumentalmente..e così questo consente ad una nazione democraticamente arretrata, economicamente in stallo, che non ottempera a molte prescrizioni internazionali di tipo sociale ed ambientale (sono gli Stati Uniti quelli che ho appena descritto..), di tenere in scacco l’Unione Europea, instabile e con focolai di guerriglia un po’ dovunque, perché questa situazione rende indispensabile a noi europei l’unica cosa in cui loro sono bravi davvero (anche perché ci dedicano quasi il 50% del loro PIL) : fare la guerra.
Qualche esempio, qualche nome che magari a molti non diranno nulla, ma che invece sono nomi di terre piene di storia, di gente, di ricchezze materiali ed immateriali che già si iniziano ad entusiasmare per divenire futuri “Kosova”: Abkhazia, Ossezia, Transdnistria, Catalogna, Euskadi, Cipro, Transilvania, Sangiaccato, e perché no, anche la nostra bellissima e fiera Sardegna..
L’Italia ha prontamente seguito il “Big Brother” yankee nel riconoscimento ignorando secoli di storia comune, ignorando la pericolosità di avvallare uno stato che nasce su una premessa rabbrividente: essere etnicamente “puro”..
La mia parte raziocinante, che cerca di analizzare geopoliticamente le cose, mano a mano che scrivo cede il passo alla parte del cuore..dove i ricordi delle lunghe vesti nere dei monaci ortodossi di Decani o di Pec si fondono con il senso di pace di quei luoghi, e con la fede oltre la paura di fedeli costretti a rischiare la vita per poter dire “gospode podmiluj me”..quei luoghi, le terre kosovare sono inestricabili dedali di storie mischiate di califfati e patriarcati ortodossi, di multi culturalità ed inter religiosità..ho visto il tipico carretto “piatto” serbo guidato da vecchietti col fez..in un’immagine sola 800 anni di storia..
La prima volta a Pristina è stato all’alba di un giorno di inizio estate..aria frizzantina e sole già alto oltre la valle del Rugova..venivo da Tirana, Albania..oltre 12 ore di pullman per fare circa 350 km..in mezzo le colline dilavate e rese brulle da politiche agricole scellerate..strade che avrebbero creato problemi ad un carretto, figurarsi ad un pullman, impervie a causa della incredibile orografia di quella zona (perché d’altronde si dovrebbe chiamare il Paese delle Aquile l’Albania?) ed a causa delle bombe, delle granate, che sul Kosovo occidentale, appena dopo la frontiera di Kukes si sono abbattute con incredibile violenza durante la guerra dell’99..
Il viaggio in pullman è una continua sosta per pausa caffè e sigaretta..bar in villaggi di montagna in cui alle 2 di notte il burek è di casa..c’è freddo anche se è fine giugno..Hamzi è il mio vicino di pullman..al terzo stop iniziamo a parlare..veterano UCK, musulmano blando, Hamzi mi mostra sul videofonino il figlioletto di 4 anni a cui ha già insegnato ad ammazzare e scuoiare i serpenti..ride mentre racconta della famiglia serba che stava scappando in Macedonia e che lui ha ucciso su un ciglio della strada fingendosi un poliziotto serbo..e lì ho capito che non bisogna essere pazzi per uccidere..ma uccidere instilla dentro un virus che fa diventare pazzi..ed in tutto questo mi parla speranzoso di pace per quei posti, di tecnologia informatica ed ultimi gingilli elettronici..ed io penso che i Balcani sono tutto questo..retromarce e accelerazioni furibonde..
Il confine si percepisce, in pochi km hai la sensazione di quanto cambia il paesaggio..e non è cambiato improvvisamente il fronte geologico, ma è semplicemente la differenza percepibile nettamente tra 50 anni di gestione del territorio del regime Hoxha e 50 anni di regime jugoslavo..
Il Kosovo ci saluta con vallate verdi e villaggi ordinati..andando verso Prizren, luogo in cui quasi 100 anni si celebrava la Grande Albania..Hamzi mi saluta dandomi la sua email, dicendomi che se mi serve una guardia del corpo a Pristina lui può darmi una mano..dubito che userò mai quell’indirizzo mail..anche se forse adesso sarebbe curioso chiedergli dove starà festeggiando l’indipendenza..
Girare, vagabondare per Pristina alle 6 di mattina di un sabato estivo non ti dà alcuna insicurezza…solo è un continuo gracchiare di corvi..d’altra parte Kosovo questo significa..forse l’ennesimo sberleffo serbo agli albanesi: quelli che a pochi km di distanza gli “schipettari” chiamano aquile, per i serbi sono innocui corvi..solo che c’è un problema, un campo di corvi da queste parti (“Kosovo Polje”) è stato il posto dove quasi 900 anni fa la Serbia è nata, in un’epica sconfitta contro l’impero ottomano..tra l’altro decisiva per fermare l’avanzata dell’onda araba in Europa..ma questo a chi importa in fin dei conti??
Non è facile trovare una strada a Pristina..è una città inventata..che si riproduce ogni giorno, drogata dagli aiuti umanitari e dalle miriadi di osservatori e paraosservatori internazionali..arrivare al palazzetto rosa della mia amica osservatrice OSCE è un’impresa..ma i kosovari sono tranquilli e disponibili..ci indicano la strada anche quando non la sanno..la inventano per gli ospiti italiani..
Un giorno qualcuno scriverà un libro sui ragazzi dell’OSCE che stazionano nel Kosovo da 5, 6, 7 anni..e sarà un best seller..sarà come spiegare tutto assieme, sarà come James Bond che fa l’amore con una Madre Teresa laica e nasce Kurt Cobain..
La jeep bianca con la scritta blu e la bandiera dell’ONU serve però, per andare a Prizren, al Patriarcato di Pec, al monastero di Decani..
Ed è lì, pensando a quei vespri, nel silenzio che ti parla di un qualcosa che non si può descrivere con le parole, che ho capito..
Kosovo ljubavi moja..
Alf
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